EFFICACIA TESTATA SU VIRUS BATTERI E COVID-19

Per garantire la sicurezza delle persone in ambienti chiusi, è ormai emersa la necessità di andare oltre le semplici operazioni di detersione e pulizia e di garantire a chi condivide spazi e attrezzature la certezza di una reale sanificazione.
In questo ambito, i raggi UV-C germicidi, scoper- ti già a fine ‘800, sono uno degli elementi che si sono dimostrati fra i più efficaci nell’inattivazione di virus e batteri.
Si tratta dei raggi con la lunghezza d’onda più corta dello spettro UV, normalmente bloccati dalla nostra atmosfera ma riproducibili da spe- ciali lampade a vapori di mercurio.
La radiazione UV-C ha la capacità di modificare il DNA o l’RNA dei microorganismi impedendo loro di riprodursi e quindi di essere dannosi. Per tale motivo viene utilizzata in diverse applicazioni, quali la disinfezione di alimenti, acqua e aria.
Studi in vitro hanno dimostrato chiaramente che la luce UV-C è in grado di inattivare il 99,99% del virus dell’influenza in aerosol.
L’azione virucida e battericida, dei raggi UV-C è stata dimostrata in studi sul virus MHV-A59, un analogo murino di MERS-CoV e SARS-CoV-1.
L’applicazione a goccioline (droplet) contenenti MERS-CoV ha comportato livelli non rilevabili del virus MERS-CoV dopo soli 5 minuti di esposizione all’emettitore UV-C (una riduzione percentuale superiore al 99,99%) e sono risultati efficaci anche nella sterilizzazione di campioni di sangue.
In particolare è stata dimostrata l’inattivazione di oltre il 95% del virus dell’influenza H1N1 aerosolizzato mediante un nebulizzatore in grado di produrre goccioline di aerosol di dimensioni simili a quelle generate dalla tosse e dalla respirazione umane.
(Rapporto ISS Covid-19 n° 25, 2020)

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